
LINDSEY NOBEL Baltimora, 1969
Lindsey Nobel è una pittrice astratta, classe 1969. È nata negli Stati Uniti dove vive e lavora tra New York e la California.
Si laurea presso la London Royal College of Art, in seguito
frequenta la Scuola del Museum of Fine Arts di Boston e cosegue il master in
pittura presso l’Università della California a Santa Cruz nel 1992.
Inizia la sua carriera nel 1996 durante una mostra collettiva alla
Caelum Gallery di New York…



LINDSEY NOBEL Baltimora, 1969
Lindsey Nobel è una pittrice astratta, classe 1969. È nata negli Stati Uniti dove vive e lavora tra New York e la California.
Si laurea presso la London Royal College of Art, in seguito frequenta la Scuola del Museum of Fine Arts di Boston e cosegue il master in pittura presso l'Università della California a Santa Cruz nel 1992.
Inizia la sua carriera nel 1996 durante una mostra collettiva alla Caelum Gallery di New York.
Nel corso della sua carriera artistica espone i suoi lavori in mostre collettive e personali in gallerie, musei e fiere d'arte a New York, Los Angeles, San Diego, Miami, Parigi, Italia, Germania.
La sua arte diventa di attenzione pubblica mediante le pubblicazioni delle sue opere su riviste d'arte e la realizzazione di filmati e documentari negli Stati Uniti e in Europa.
Il processo artistico della Nobel come pittrice astratta si evolve nei contenuti nel corso degli anni.
Al suo lavoro, concentrato sulla pittura, applica tecnologia e scienza in una luce assolutamente nuova e particolare.
Il suo operato più recente si condensa sulle "interconnessioni neurali e digitali" e sul modo di definire una "griglia di energia" della nostra società. La Nobel inscrive Il suo messaggio con intricate reti e linee sulle varie superfici "Concentrarsi sulla tecnologia non fa altro che disconnetterci - afferma Lindsey Nobel - Sono ossessionata dall’invisibile. Ho sviluppato un linguaggio pittorico basato sulle connessioni,
altrimenti invisibili, tra uomo e macchina, così da manifestare in modo efficace l'immensa rete di energia che esiste ora tra gli esseri umani, macchine e coscienza spirituale.
Gli uomini hanno trovato questa coscienza, ma forse erano destinati a farlo, che ora stiamo mappando con le nostre più recenti tecnologie, le stesse tecnologie che ci intrecciano gli uni agli altri e rendono l'universo tanto piccolo, abbastanza piccolo, da entrare in un dipinto o addirittura in un foglio di carta.
Esprimo questo linguaggio, altrimenti invisibile, attraverso disegni e dipinti con tecniche miste ma anche con fotografie e sculture.
Punti, linee, baccelli, lame di fuoco e gocce d'acqua si trasformano in reti che descrivo come neuroni, perché ricordano il sistema nervoso umano. Infatti essi suggeriscono che tutta la realtà ha un sistema nervoso, e la nostra realtà costituisce, in parte, le sue sinapsi".
E nel grande sistema la Nobel s'insinua, mostrandoci misteriosi, piccoli, informi esserini. Esseri viventi delle profondità marine o del nostro corpo. È una vita che inizia verso un destino indefinito.
"Anche se l'arte della Nobel è fatta a mano, è stata influenzata, nei suoi exploit di scultura e fotografia, nelle sue esperienze commerciali, dalle nuove tecnologie.
I surrealisti, più di altri, hanno esplorato una serie di tecniche che la Nobel ora indaga.
I modernisti del primo dopo-guerra erano più sospettosi sulla tecnologia contemporanea, e la loro visione della condizione umana era più oscura, ma come loro, la Nobel vuole trovare un livello di percezione attraverso l'esplorazione di un'esperienza visiva e sensoriale che si apre tra la Nobel e il suo pubblico a molti livelli di esperienza in una sola volta, da quella intellettuale all'erotico, dal microscopico al galattico, dal biologico all’ architettonico, da uno stato di realtà ordinaria a quella di sogno, da quella riconoscibile a quella puramente non-obiettiva"
Peter Frank , Curatore












